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La natura è sempre stata una delle più grandi fonti di ispirazione (e imitazione) per gli architetti nel corso della storia. Proprio Antoni Gaudí si è ispirato all’atmosfera delle foreste per progettare l’interno della Sagrada Familia di Barcellona. Ora la tendenza è quella di portare la vegetazione sulle facciate degli edifici. Sono nati così i Treescrapers, gli edifici con la struttura ad albero. Ecco qualche esempio

 

One Central Park (Sidney, Australia)

One Central Park (Sidney, Australia)

Oasia Hotel (Singapore)

Oasia Hotel (Singapore)

Casa albero (Torino, Italia)

Casa albero (Torino, Italia)

Edificio CBC Radio (Vancouver, Canada)

Edificio CBC Radio (Vancouver, Canada)

Hotel Atlas (Hoi An, Vietnam)

Hotel Atlas (Hoi An, Vietnam)

Bosco verticale (Milano, Italia)

Bosco verticale (Milano, Italia)

The Diamond Lotus (Ho Chi Minh City, Vietnam)

The Diamond Lotus (Ho Chi Minh City, Vietnam)

Torre dei cedri (Losanna, Svizzera)

Torre dei cedri (Losanna, Svizzera)

Edificio Planeta (Barcellona, Spagna)

Edificio Planeta (Barcellona, Spagna)

Agora Tower (Taipei, Taiwan)

Agora Tower (Taipei, Taiwan)

Asian Carnins (Cina)

Asian Carnins (Cina)

 

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Team Goldcasa

Servizi Agenzie Immobiliari Saronno

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida aggiornata al 14 giugno 2017 con tutte le ultime novità riguardanti il bonus edilizia. Ricordiamo che chi esegue lavori di ristrutturazione sul proprio immobile ha diritto a una detrazione Irpef del 50%, con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro, fino al 31 dicembre 2017. A partire dal 2018 il beneficio tornerà nella misura del 36%.

Detrazioni per interventi antisismici

La legge di Bilancio 2017 ha previsto, oltre alla proroga delle detrazioni fino al 31 dicembre 2021, nuove e più specifiche regole per poterne usufruire, differenziandole a seconda del risultato ottenuto con l’esecuzione dei lavori, della zona in cui si trova l’immobile e della tipologia di edificio.

A differenza della precedente normativa, per esempio, dal 2017 l’agevolazione riguarda non soltanto gli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche quelli situati nelle zone a minor rischio (zona sismica 3). Inoltre, la detrazione può essere ripartita in 5 quote annuali e riguarda tutti gli immobili abitativi e non soltanto quelli adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive.

Cessione del credito relativo alla detrazione per interventi condominali antisismici

Dal 1º gennaio 2017, in luogo della detrazione del 75 o dell’85 per cento, tutti i beneficiari (soggetti Irpef e Ires) possono scegliere di cedere il corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati (persone fisiche, anche se esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti). Non è possibile, invece, cederlo a istituti di credito, intermediari finanziari e amministrazioni pubbliche.

PDF icon Guida aggiornata ristrutturazione edilizia 

 

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Sostituire le finestre o isolare il tetto? Isolamento a cappotto o serra solare? Per capire quello che serve davvero alla nostra casa dobbiamo immaginarla come un essere vivente: respira, si scalda e si raffredda, spesso traspira e alcune volte si lascia penetrare dall’acqua con i suoi sali nitrati e nitriti (più nocivi), cede e si lesiona se sottoposta a forze impreviste e insomma, e se non viene correttamente seguita, invecchia e poi muore.

Per questo la nostra casa ha bisogno di avere dei controlli periodici sulla sua salute, analisi diagnostiche anche non invasive, interventi preventivi o risolutivi. Le leggi si adeguano ai tempi, il progresso ci viene incontro, ma come sempre bisogna saper dosare le informazioni, le normative, i concetti e i principi. Ecco alcuni consigli per affrontare la manutenzione con consapevolezza.

1. Non basta sostituire le finestre

Capita spesso che una volta effettuata la sostituzione degli infissi esterni, con modelli altamente performanti e qualificati, ci si trovi di fronte a imprevisti fenomeni di condensa o anche di muffa. Questo perché? La casa ha bisogno di ricambi continui di aria, sia per la sua salute che per la nostra. Ai tempi dei nostri nonni, le case “respiravano” con facilità. Una stanza con le vecchie finestre, anche se chiuse, mediamente effettuava un ricambio d’aria completo in 1-4 ore. Oggi con le finestre ben sigillate e munite di numerose guarnizioni, i tempi vanno da 15 a 36 ore. Quindi per assurdo, dopo aver speso cifre importanti per “fonoisolarci” con degli infissi ad alta tenuta, dobbiamo ricreare una ventilazione all’interno, con sistemi meccanici manuali o automatici.

2. Evitare ponti termici

Che cosa sono i ponti termici? In maniera elementare si potrebbero descrivere come quelle parti strutturali della casa che, per differenza di dimensioni, materiale o forma, risultino più freddi delle parti principali. Ovvero, profilati o estrusi di metallo, travi o pilastri in cemento armato, presenze puntuali di grosse pietre nelle vecchie murature, lastre di marmo o granito, ecc. Quando avviene la saturazione del vapore in una stanza, si crea una zona di condensa (punto di rugiada) proprio in corrispondenza delle parti più fredde. Per ridurre o eliminare questo fenomeno bisogna proteggere queste parti sensibili e isolarle, possibilmente sempre dall’esterno, per evitare condensazioni “interstiziali” pericolose.

 3. Isolare il tetto è sempre bene

Il caldo tende ad andare verso l’alto, quindi bisogna impedire che nel periodo invernale fuoriesca troppo in fretta. Mentre nel periodo estivo, ci si può “raffrescare” facilmente con dei camini di ventilazione, ottenendo un ottimo comfort termico. Pertanto il tetto va isolato con cognizione, evitando perdite di calore in inverno, ma consentendo comunque alla copertura di traspirare e, quando possibile, realizzare delle rapide e “concentrate” risalite di calore estivo, tramite opportuni accorgimenti meccanici, per avere piacevoli sensazioni di raffrescamento. Ottenendo pertanto così benessere senza dispendi di energia o aggravi economici (condizionatori a tutta birra).

4. Riscaldare con efficacia scegliendo il sistema più adeguato

Esistono ormai numerosi sistemi di riscaldamento. Molti sono innovativi, poiché di recente applicazione e perfezionamento, ma non tutti sono giusti o adeguati alla stessa maniera. Anzi, se la scelta non viene fatta con attenzione, si rischia di spendere molto, per ottenere dei miseri risultati.

Determinante è la realizzazione efficace dell’involucro edilizio, poiché maggiore sarà l’isolamento e minore sarà il fabbisogno necessario al riscaldamento e al raffrescamento. Pertanto è inutile scegliere impianti altamente performanti e innovativi, se non si interviene in ulteriori opere di risparmio energetico. Ogni impianto ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, che sarebbe meglio conoscere prima di prendere una decisione (per approfondire leggi qui).

Gli impianti tradizionali, quelli con caldaia murale e radiatori, sono i più diffusi, specialmente se di tipo “autonomo”. Non sono da “buttare”, soprattutto se si fanno ulteriori interventi sostanziali per ridurre il consumo energetico dell’appartamento. Per risparmiare sarebbe già sufficiente cambiare la caldaia, se vetusta, con una più performante, e far aggiungere poi una “sonda” esterna, che dialogando con il cronotermostato interno (ormai obbligatorio da tempo), consentirà di ottenere i migliori risultati, relazionando la temperatura esterna con quella interna, oltre ad agevolare un probabile aumento di classe nell’APE (Attestato di Prestazione Energetica).

5. Isolamento delle pareti esterne, ovvero i “cappotti”

Questo argomento è molto complesso e porta a discussioni accese tra gli esperti, ognuno convinto del metodo più efficiente, più ecologico e più duraturo. Va da sé che comunque ottenere tutti i vantaggi senza rinunciare a qualche lato negativo, è pressoché impossibile, tranne nel caso in cui si vogliano utilizzare soluzioni complesse, difficili, da realizzare a perfetta regola d’arte e molto costose anche a causa dell’utilizzo di prodotti particolari. Il concetto base è, qualsiasi sia la scelta del pacchetto d’isolamento, che il cappotto vada applicato sempre all’esterno dell’involucro da isolare. Altrimenti si possono creare situazioni negative di condensa interstiziale, cioè la creazione di zone d’umido intrappolate tra due superfici verticali (quella vecchia e quella nuova), alle quali dobbiamo consentire quindi un sistema di areazione.

Le tipologie dei cappotti sono tante, la loro scelta però deve seguire alcune linee guida essenziali: fiducia incondizionata nel termo-tecnico che li dimensiona e ve li propone e nella ditta che li realizza, affinché abbia le garanzie sufficienti per poter intervenire negli anni, al presentarsi di eventuali difetti imprevisti (crepature sulle giunzioni, distacchi dei pannelli, infiltrazioni interne ed eventuali incocciature superficiali). La scelta del pacchetto isolante va fatta in funzione della latitudine, dell’esposizione ai venti e all’orientamento.

L’isolamento dovrà essere progettato anche per le superfici piane, ovvero gli intradossi dei solai. Infatti, se l’appartamento non è intermedio, o è un sottotetto, di solito la parte da proteggere e isolare nei solai è la superficie inferiore, quella esposta (aggetti, porticati, bow window, ecc.) oppure quella che separa da locali detti “freddi”, come cantine, box auto, magazzini non riscaldati. Un’ultima raccomandazione è rivolta alla scelta della ditta esecutrice poiché la mancanza di attenzione nella posa del cappotto con i giunti, gli agganci, le sigillature, ecc., porta nel tempo a una serie di problemi, causando costi elevati di intervento e risultati dannosi, fino all’inutilità dell’intervento iniziale.

6. Le tende oscuranti e i frangisole

Sembrano inezie, ma non vanno trascurati anche i sistemi di protezione dall’irraggiamento solare. Pur avendo un buon “sistema finestra”, soprattutto di grandi dimensioni ed esposto ai punti cardinali più caldi (Est, Sud, Ovest), nel periodo estivo, esso può essere la causa di importanti problemi di surriscaldamento. Per quanto sia efficace la parete vetrata (doppia, tripla, stop-sol, basso-emissivi, ecc.), una parte di calore passa sempre senza avere la possibilità di ritorno (poiché riflessa) e quindi le tende, utilizzate normalmente, trattengono questa porzione di calore al loro interno, che muovendosi con moti convettivi, lo diffondono nell’ambiente come lo farebbe un’ampia piastra termica. A tale proposito si consiglia intervenire dall’esterno, applicando dei pannelli frangisole sia orizzontali che verticali.

7. La corretta esposizione

Questo problema non sempre si può risolvere. Ovviamente se siamo in città, o vincolati con edifici storici o altro, l’esposizione dell’appartamento e quindi la chiusura o apertura di vani finestra, rimane fissa, non modificabile. Comunque teniamo presente alcuni principi salutari, come l’utilità di ridurre le dimensioni delle aperture esposte a Ovest. Dove il sole estivo permane per il maggior tempo nella giornata, creare invece a Sud pergolati o strutture che possano sostenere pannelli solari o fotovoltaici. È infatti risaputo che il sole, durante l’arco della giornata, andando da Est a Ovest, irraggia sempre provenendo da Sud. Evitare quindi di localizzare ambienti orientati ad Ovest che possano essere utilizzati maggiormente durante il pomeriggio fino al calare del sole (per es. il soggiorno o la cucina).

Se i muri sono di forte spessore, in pietra o altri materiali che possano assorbire il calore e rilasciarlo nel tempo (tale processo si chiama “inerzia termica”), ricordarsi che i vani adiacenti, durante la notte si surriscaldano, raffrescandosi la mattina. Al contrario gli spazi individuati ad Est, il pomeriggio sono più caldi, mentre la notte si raffrescano. A Nord, in zone a bassa latitudine, qualunque stanza mantiene la temperatura costante. Invece in zone più fredde, negli ambienti esposti a Nord si possono rilevare il maggior numero di ponti termici, sia esterni (muschi, licheni) che interni (condense e muffe).

8. Le serre solari. Servono? Quando?

Un ultimo accenno, seppur breve, va fatto alle serre solari. Esse non sono altro che strutture reticolari di ridotte dimensioni che sorreggono ampie superfici vetrate. In pratica sarebbero i cosiddetti giardini d’inverno, le famose verande o limonaie. Insomma tutti quegli involucri di simile fattura che possano essere addossati a pareti esterne esposte nell’arco Est-Sud-Ovest.

La funzione di tali strutture, se fatte con cognizione, dovrebbe essere quella di apportare calore in inverno e creare sensazioni di rinfrescamento nel periodo estivo agli ambienti adiacenti. Oltre a una specifica e accurata progettazione, le serre solari necessitano della possibilità di essere esposte correttamente (mai a Nord) e utilizzare quale diaframma di separazione pareti efficienti dal punto di vista di inerzia termica.

I vantaggi, per edifici vetusti, sono minimi rispetto al costo sostento per la loro realizzazione. Gli apporti temici infatti in tali casi sono molto ridotti se non inesistenti. Pertanto la loro progettazione e soprattutto l’adempimento ai requisiti imposti dai regolamenti edilizi risulta di difficile esecuzione.

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Team Goldcasa

Imu e Tasi 2017, scadenze ed esenzioni

Manca poco al tradizionale appuntamento con le tasse sulla casa, le temute Imu e Tasi. Dopo i continui cambiamenti normativi degli ultimi anni, quest’anno i proprietari dovranno pagare l’imposta sui servizi municipali e la tassa sui servizi indivisibili sugli immobili diversi dall’abitazione principale, mentre sarà esente la prima casa (a meno che non si tratti di una struttura di lusso). Vediamo le principali informazioni per il pagamento della prima rata, relative alle scadenze e alle esenzioni previste.

Scadenze Imu e Tasi 2017

Nel 2017 la scadenza per il pagamento della prima rata è fissata per il 16 giugno, mentre il saldo dovrà essere versato entro il 16 dicembre. L’acconto di giugno sarà uguale al 50% dell’imposta e dovrà essere corrisposto con le aliquote valide per il 2016. E’ possibile anche il versamento dell’intero importo. Il saldo di dicembre sarà uguale al restante 50% e in realtà dovrà essere corrisposto entro il 18 dicembre, cadendo il 16 di sabato.

tasi 2017 seconda casa

Come già previsto per il 2016, anche quest’anno non pagheranno la tasi i prorietari di prima casa (sempre e quando non si tratta di un immobile di lusso). Se i componenti del nucleo familiare vivono in immobili differenti, solo uno avrà pero’ diritto all’esenzione.

Esenti dal pagamento anche le pertinenze dell’abitazione principale. Per quanto riguarda le aliquote, invece, i Comuni possono mantenere le aliquote maggiorate dello scorso anno (+0,8%), ma non possono aumentarle.

Imu 2017, la normativa

Per quanto riguarda l’Imposta sui servizi municipali, l’Imu, viene confermata l’esenzione per la prima casa, a meno che si tratti di abitazioni di lusso e quindi rientranti nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville), A/9 (castelli o palazzi di eminenti pregi artistici o storici). In questo caso si applica un’aliquota dello 0,4%.

Per quanto riguarda le aliquota restano confermate quelle previste per il 2016, fermo restando la possibilità dei sindaci di ridurre le percentuali, ma non di aumentarle.

Imu 2017, esenzioni

La legge prevede specifici casi in cui l’immobile è equiparato ad abitazione principale e pertanto esente dal pagamento. L’Imu non si paga nei casi di

  • unità immobiliari adibite ad abitazione principale di soci assegnatari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivise
  • gli alloggi classificati come sociali ai sensi del decreto del 22 aprile del 2008 del Ministero delle Infrastrutture
  • le unità immobiliari di proprietà del personale di servizio permanente delle Forze Armate o della Polizia, dei Vigili del Fuoco e del personale della carriera prefettizia non concesso in locazione.
  • la casa assegnata al coniuge in caso di separazione
  • la casa appartenente a cittadini residenti all’estero, se si è pensionati nel Pase dove si risiede, se si è iscritti all’AIRE e l’immobile non risulta né locato né utilizzato per un comodato d’uso.
  • unità immobilire, non locata, posseduta per proprietà od usufrutto da anziani o disabili ricoverati in istituto, qualora lo stabilisca l’opportuna delibera comunale.

Team Goldcasa

Servizi Agenzie Immobiliari a Saronno

legge di stabilità

Legge di Stabilità

La Legge di Stabilità per il 2016 (Legge n. 208 del 28 dicembre 2015) è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2015. In essa, sono numerose le novità in materia fiscale.

In particolare, per quanto riguarda le detrazioni fiscali collegate alla casa, evidenziamo quanto segue:

  • Proroga fino al 31 dicembre 2016 della detrazione Irpef del 50 % per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (articolo 1, comma 74, Legge n. 208/2015). Si ricorda che l’importo massimo delle spese rispetto alle quali può essere calcolata la detrazione è di 96.000 Euro per unità immobiliare. La detrazione deve essere suddivisa in dieci quote annuali di pari importo e spetta ai contribuenti Irpef che siano proprietari degli immobili oggetto degli interventi o titolari di altri diritti di godimento (usufrutto, uso, abitazione e superficie), ma anche locatari e comodatari, così come familiari conviventi dei possessori o dei detentori degli immobili, purché siano loro a sostenere le spese per gli interventi.
  • Proroga fino al 31 dicembre 2016 della detrazione Irpef del 65 % per gli interventi volti al risparmio energetico (articolo 1, comma 74, Legge n. 208/2015). L’agevolazione spetta sia ai contribuenti Irpef, che ai contribuenti Ires (purché non si tratti di “immobili-merce”) e, anche in questo caso, deve essere suddivisa in dieci quote annuali di pari importo. Si ricorda che, per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici già esistenti, la detrazione massima prevista è di 100.000 Euro; per gli interventi sui tetti, le pareti, le finestre (compresi gli infissi) di edifici esistenti, la detrazione massima è di 60.000 Euro; per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, la detrazione massima è di 60.000 Euro; per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale e di scaldabagno tradizionali con scaldacqua a pompa di calore, l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, la detrazione massima è di 30.000 Euro.
  • Possibilità per i soggetti che si collocano nella “no tax area di recuperare il beneficio fiscale della detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni degli edifici condominiali, in relazione alle spese sostenute nel 2016, effettuando la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato tali interventi (sempre articolo 1, comma 74, Legge n. 208/2015). Con un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate saranno definite le modalità con le quali potrà avvenire tale cessione del credito.
  • Inserimento tra le spese che possono beneficiare della detrazione del 65 % delle spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o per la produzione di acqua calda o di climatizzazione delle abitazioni (articolo 1, comma 88, Legge n. 208/2015). Tali interventi, è specificato nella disposizione della Legge di Stabilità che li prevede, devono essere volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti ed a garantire un funzionamento efficiente degli impianti.
  • Proroga fino al 31 dicembre 2016 della detrazione Irpef del 50 % per gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad immobili oggetto di lavori di ristrutturazione per i quali già si fruisce della detrazione del 50 %. La proroga del “bonus arredi” è prevista dall’articolo 1, comma 74, della Legge n. 208/2015. Si ricorda che l’importo massimo delle spese per le quali si può beneficiare di tali agevolazioni è di 10.000 Euro per unità immobiliare. La detrazione, anche in questo caso, deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
  • Introduzione di una nuova agevolazione per le giovani coppie (articolo 1, comma 75, Legge n. 208/2015). Ne possono beneficiare le coppie sposate o formate da conviventi more uxorio che costituiscono nucleo familiare da almeno tre anni, nelle quali almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni, che abbiano acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale. Il beneficio consiste in una detrazione del 50 % sulle spese documentate, sostenute nel 2016, per l’acquisto di mobili ad arredo dell’abitazione. L’ammontare complessivo delle spese non può essere superiore a 16.000 Euro. La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo. Non è cumulabile con l’ordinario “bonus arredi”.
  • Previsione di una nuova detrazione da applicare all’Irpef lorda (articolo 1, comma 56, Legge n. 208/2015). Si tratta di una detrazione del 50 % dell’importo corrisposto per il pagamento dell’Iva sull’acquisto, effettuato entro il 31 dicembre 2016, di immobili a destinazione residenziale, di classe energetica A o B, ceduti dalle imprese costruttrici che li hanno realizzati. La detrazione in questione deve essere ripartita in dieci quote di pari importo nell’anno nel quale sono state sostenute le spese e nei nove anni successivi.
  • Applicazione della detrazione Irpef del 19 % dei canoni di locazione e dei relativi oneri accessori, per un importo non superiore a 8.000 Euro, e del costo d’acquisto, in caso di esercizio dell’opzione finale, per un importo non superiore a 20.000 Euro, in relazione a contratti di locazione finanziaria su immobili, anche da costruire, da adibire ad abitazione principale entro un anno dalla consegna. Le spese suddette sono detraibili entro tali limiti in quanto sostenute da giovani di età inferiore ai 35 anni con un reddito complessivo non superiore a 55.000 Euro, all’atto della stipula del contratto di locazione finanziaria, che non siano titolari di diritti di proprietà su altri immobili a destinazione abitativa. Inoltre, la detrazione è applicabile anche nel caso in cui le spese in questione siano sostenute da persone di età non inferiore a 35 anni, sempre con un reddito complessivo non superiore a 55.000 Euro al momento della stipula del contratto di locazione finanziaria, ma gli importi sui quali è applicata la detrazione sono ridotti alla metà. La disposizione normativa che ha modificato il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, introducendo queste due nuove ipotesi di applicazione della detrazione Irpef del 19 %, è l’articolo 1, comma 82, della Legge n. 208/2015.

                                        

        Team Goldcasa

leasing immobiliare

Dal prossimo anno uno strumento in più potrebbe consentire di “aggirare” le difficoltà nell’ottenere un mutuo per acquistare immobili, prima abitazione compresa. Che diverrebbe di proprietà, però, solo più in là nel tempo. Attraverso il “leasing immobiliare”, già esistente, ma finora riservato alle aziende ed esteso alle persone fisiche da un emendamento alla legge di Stabilità, da pochi giorni approvato in commissione bilancio alla Camera.

Come funziona il leasing immobiliare

La locazione finanziaria dell’immobile funziona esattamente come quella che siamo abituati a conoscere per automobili e macchinari. La banca o altro intermediario, presso la quale il soggetto interessato a entrare in possesso dell’abitazione, raccolgono le indicazioni di quest’ultimo e sottoscrivono l’obbligazione ad acquistare il bene (o, anche, a farlo costruire se ancora non esiste e vi siano tutti i permessi del caso).

La contro-obbligazione del soggetto, che assume il diritto di utilizzare l’immobile per un tempo predefinito, è il pagamento di un canone che tenga conto del prezzo d’acquisto (o di costruzione) e della durata del contratto. Al termine dello stesso starà a lui decidere se sborsare il corrispettivo per divenire effettivo proprietario dell’abitazione, una “maxirata finale” che si calcola scontando dalla cifra complessiva l’ammontare dei canoni pagati nel corso degli anni.

Vantaggi leasing immobiliare

Indubbi i vantaggi all’inizio: niente spese di istruttoria, né iscrizioni di ipoteche, dato che non viene concesso un vero e proprio finanziamento, niente notaio per il possibile futuro acquirente. Interverrà solamente in caso di effettivo riscatto finale.

Tra le altre caratteristiche favorevoli attribuite al leasing c’è quella di consentire un “finanziamento” (anche se il termine non è totalmente appropriato) pari al 100% del valore dell’immobile. Cosa non del tutto vera, perché di solito si configura anche con una rata iniziale, che varia tra il 10 e il 30 per cento del prezzo pagato dall’intermediario acquirente. Somma di cui occorre disporre, dunque, per poter entrare nell’immobile.

Deducibilità leasing immobiliare

Vantaggi ci sono anche in tema fiscale. In particolar modo per gli under 35 con redditi sotto i 55mila euro, per i quali i canoni sono deducibili ai fini Irpef nella misura del 19% fino a 8mila euro l’anno e il riscatto finale fino a 20mila euro.

Svantaggi del leasing

Svantaggioso è, invece, l’orizzonte temporale. Negli ultimi anni i mutui sono diventati pressoché per la vita, con durate trentennali o, addirittura, quarantennali. La locazione finanziaria non supera i 20 anni, ma generalmente si attesta tra i 12 e i 15 anni. Questo significa pagamenti (mensili, ma più spesso bimestrali o trimestrali) più elevati. Durate più lunghe, inoltre, farebbero di sicuro perdere il confronto, sotto il profilo economico, con un mutuo.

Leasing o mutuo?

Con i tassi fissi ai minimi storici è difficile prevedere uno spostamento in massa verso il leasing. Ma potrebbe comunque essere una soluzione per chi proprio non ha i requisiti in regola per un mutuo ma è sicuro della sua solvibilità futura e tornare utile anche per altri, in differenti fasi di mercato.

Team Goldcasa

GOLDCASA di Saronno ed a breve anche l’ufficio di Milano, informa che ha attivato un nuovo servizio, dove è possibile la consultazione tramite smartphone o tablet di informazioni dettagliate sui nostri immobili in vendita. Sui nostri cartelli immobiliari, è disponibile a partire da oggi, anche un QR Code, che permette un accesso immediato alle informazioni dettagliate dell’immobile prescelto. Saranno inoltre disponibili eventuali avvisi speciali che possono interessare gli utenti.

Per accedere al servizio è sufficiente installare sul proprio dispositivo una App con lettore di QR Code. Ce ne sono molti disponibili sulla rete internet, totalmente gratuiti. Una volta scaricato il lettore, basta inquadrare il codice che si trova stampato su ogni nostro cartello e si avrà l’accesso al servizio in modo del tutto gratuito e veloce.

Team Goldcasa

Agenzia Immobiliare Saronno

CHE COS’E’ L’APE E PERCHE’ SERVE PER LA PROPRIA ABITAZIONE

L’Ape (attestazione di prestazione energetica) contiene la «targa energetica» che sintetizza le caratteristiche energetiche dell’immobile. Per misurarle, il tecnico deve analizzare le caratteristiche termo igrometriche, i consumi, la produzione di acqua calda, il raffrescamento e il riscaldamento degli ambienti, il tipo di impianto, eventuali sistemi di produzione di energia rinnovabile. L’attestato deve contenere anche i dati catastali dell’immobile. Nel caso si debba vendere la propria abitazione o stipulare un nuovo contratto di locazione per tovare un inquilino, i relativi annunci commerciali tramite tutti i mezzi di comunicazione devono riportare l’Indice di prestazione energetica (Ipe) dell’involucro edilizio e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispodente, contenute nell’attestato di prestazione energetica. Poi, durante le trattative di compravendita o di locazione, venditori e locatori devono rendere disponibile al potenziale acquirente o al nuovo conduttore l’attestato di prestazione energetica. In caso di vendita l’attestato dovrà essere consegnato all’acquirente, così come in caso di locazione al conduttore.

QUALI OBBLIGHI HA CHI VENDE O AFFITTA

Il decreto 63/2013, poi convertito dalla legge 90/2013, ha introdotto l’Ape (attestato di prestazione energetica) al posto del precedente Ace (attestato di certificazione energetica) e ha sanzionato di nullità, in caso di mancata allegazione dell’Ape, a far tempo dal 6 giugno 2013, tutti i contratti di compravendita immobiliare (e pure di ogni altro contratto traslativo di immobili a titolo oneroso: permuta, conferimento in società, transazione, rendita, eccetera); i contratti di donazione e ogni altro atto traslativo di immobili a titolo gratuito; i “nuovi” contratti di locazione (vale a dire non i contratti che siano una proroga di precedenti contratti).

COSA SI RISCHIA IN CASO DI MANCATA ALLEGAZIONE DELL’APE AI CONTRATTI

L’obbligo di allegazione è stato introdotto pena la nullità dell’atto stesso. Si tratta di una nullità assoluta, che può essere fatta valere da chiunque e può essere rilevata d’ufficio dal giudice; l’azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione. In ballo, dunque, c’è il rischio di trovarsi in mano un contratto non effettivo, oltre al fatto che in caso di vendita il proprietario che viola l’obbligo di dotazione dell’attestato di prestazione energetica è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 3mila euro e non superiore a 18mila euro; in caso di nuovo contratto di locazione il proprietario che viola l’obbligo è invece punto con una sanzione amministrativa non inferiore a 300 euro e non superiore a 1.800. A questo si somma poi la necessità di indicare nella pubblicità di vendita o affitto l’indice di prestazione energetica: in caso di mancata indicazione nei cartelli sono previste sanzioni amministrative.

CHE DIFFERENZA C’E’ TRA L’APE ED IL VECCHIO ACE

Prima che il Dl 63/2013, convertito dalla legge 90/2013, scorso introducesse per la prima volta l’attestato di prestazione energetica (Ape), esistevano gli attestati di certificazione energetica (Ace), già obbligatori nei rogiti di compravendita. L’Ape sarà un documento più complesso dell’Ace, perché dovrà tenere conto di diversi parametri energetici dell’edificio rispetto all’attestato precedente, come ad esempio la climatizzazione invernale). Le procedure e metodologie di calcolo per la redazione dell’Ape non sono, però, ancora note: sarà compito del ministero dello Sviluppo Economico, con un futuro regolamento, definirle in modo uniforme su scala nazionale. Fino all’entrata in vigore di questo regolamento, i calcoli si continuano a effettuare in base a quanto previsto dal Dpr 59/2009 e relative norme Uni e Cti (le stesse con cui vengono redatti i “vecchi” Ace nelle Regioni che non hanno approvato leggi regionali ad hoc). Nemmeno importa, inoltre, che i nuovi certificati non siano denominati Ape, perché l’utilizzo dell’espressione Ace è una mera imperfezione formale, priva di conseguenze. Tanto che, inoltre, sono ancora utilizzabili, se non ne sono venuti meno i presupposti (ad esempio per lavori effettuati nell’edificio), gli Ace prodotti anteriormente al 6 giugno 2013. In tutte le Regioni (e Province autonome) invece “legiferanti”, che cioè hanno definito procedure diverse per la redazione degli attestati, gli Ape/Ace si continuano a redigere secondo la normativa locale vigente al 6 giugno 2013. E in queste Regioni la normativa statale prevale su quella locale con riferimento alla nullità dei contratti per mancata allegazione dell’Ape/Ace.

Team Goldcasa

NON PERMETTERE CHE LA VENDITA DELLA TUA CASA DIVENTI UN INCUBO PER TE E LA TUA FAMIGLIA

Come solitamente succede quando si decide di vendere la propria casa, il primo passo che molti fanno è quello di tentare una vendita immobiliare privatamente, e qui spesso iniziano i primi problemi.

Dopo un accurata scelta della strategia che dobbiamo adottare, ci troviamo immancabilmente ad esporre un cartello vendesi, scritto e preparato con cura sul nostro portone di casa, cartelli che solitamente non durano a lungo, sia perchè non graditi da altri condomini, sia a causa delle condizioni meteo, oppure perchè ci vengono tolti solo per farci un dispetto.

Supponendo che il nostro cartello superi tutta questa serie di ostacoli e rimanga lì imperterrito e dedito al lavoro che deve svolgere, le prime difficoltà che solitamente si incontrano sono dovute alla mancanza di buon senso da parte di alcune persone che, vedendo il cartello vendesi, iniziano a citofonare a tutti i condomini, alle ore più strane,  per individuare di quale appartamento dello stabile si tratti, nonostante che sul nostro cartello, molto ben preparato, ci sia riportato il nostro numero di telefono ben visibile.

A questo punto, una volta che siamo stati individuati, la decisione di accogliere in casa delle persone che non si conoscono ci crea qualche imbarazzo, soprattutto se non eravamo pronti per accoglierle, e soprattutto un pò di nostra apprensione è giustificata dal fatto di non conoscere le effettive intenzioni di chi sta per varcare la nostra soglia.

Eccoci dunque al secondo ostacolo che ci vede improvvisarci da Ciceroni nel guidare gli aspiranti acquirenti, cercando di esporre al meglio la nostra casa, evidenziandone quelli che sono i suoi pregi, cosa che solitamente non riesce facile.Quando poi ci rendiamo conto che un semplice cartello non basta, il passo più logico è quello di pubblicizzare il nostro appartamento, su quelli che sono i giornali di inserzioni immobiliari più conosciuti, e anche quì iniziano altri problemi.Eccoci invasi da telefonate, al 90% agenzie, alle ore più strane, ma noi siamo pronti con il nostro discorso ormai ripetuto decine di volte.

Se fortunati, dopo aver superato tutti gli ostacoli precedentemente descritti, riusciamo a trovare il nostro probabile compratore, ci si pone il problema di intraprendere una trattativa spesso antipatica, soprattutto perchè noi non vorremmo scendere dal prezzo che ci eravamo prefissati, ma il nostro acquirente, come tutti del resto, vorrebbe pagare il meno possibile,  prospettandoci dei pagamenti non troppo congeniali per noi.

Giunti finalmente ad un accordo i dubbi che ci assalgono sono molteplici, soprattutto quando dobbiamo sottoscrivere quelle che sono le condizioni concordate.Come facciamo a preparare e sottoscrivere un preliminare di compravendita? e sopratutto, come facciamo ad essere certi che quello che stiamo sottoscrivendo sia giusto ed adeguato a quelle che sono le nostre problematiche, ed adeguato all’eventuali operazioni che dovremmo affrontare con il ricavato della vendita?

Questa sintetica e reale premessa serve a far capire che vendere un immobile non è per nulla facile, anzi è un operazione che sicuramente, finchè non conclusa, porta enormi disagi a noi e la nostra famiglia e sopratutto, se non portata avanti con cura e con le giuste precauzioni, ci potrebbe far trovare in situazioni, economicamente parlando e non solo, rischiose.

Perchè quindi non affidarsi a dei professionisti che curino tutte le fasi,anche le più antipatiche, dell’operazione che stiamo portando avanti,organizzando le visite degli aspiranti acquirenti,accompagnandoli, nella maniera più razionale e meno invasiva per la privacy della nostra famiglia, professionisti che seguino sia il venditore che l’acquirente, dalle prime fasi fino alla conclusione della compravendita, dalla sottoscrizione della proposta d’acquisto, il cui contenuto tuteli ambo le parti in maniera giusta ed imparziale, al compromesso fino ad arrivare al rogito, occupandosi di tutto, conservatoria, catasto e pratiche di mutuo comprese.

La nostra struttura può garantirvi tutto ciò, sottoscrivendo noi stessi  tale impegno negli incarichi di vendita con noi concordati, contattateci per un colloquio ed una consulenza gratuita e, nella maniera più assoluta, non impegnativa, poi se standoci ad ascoltare e sopratutto guardandoci negli occhi, conquisteremo la vostra fiducia, potete decidere liberamente se affidarvi a noi oppure no.

Disponiamo inoltre di una aggiornaitissima banca dati di richieste immobiliari, tra le quali potrebbe già esserci l’acquirente del tuo immobile.

Se poi non riusciremo a conquistare la vostra fiducia, ascoltate comunque il nostro consiglio spassionato e disinteressato, affidate la vendita della vostra casa a dei professionisti, questo vi renderà tutto più semplice e sicuramente meno stressante e vi farà risparmiare tempo e denaro.

Team Goldcasa

Agenzia Immobiliare Saronno

Nuova tassazione dal 1° gennaio 2014 – Tassazione immobiliare
COSA CAMBIA IN MERITO ALLA TASSAZIONE IMMOBILIARE DAL 1° GENNAIO 2014
Cambia in modo consistente dal 1° gennaio 2014 la tassazione dei contratti che hanno per oggetto il trasferimento a titolo oneroso di beni immobili, per effetto dell’articolo 10 Dlgs 23/2011 (la legge istitutiva dell’Imu “propria”) e l’articolo 26 del decreto legge istruzione (il dl 104/2013, convertito in legge 128/2013).
Si abbasserà l’imposta di registro per l’acquisto della “prima casa” dal 3 al 2 per cento (con un minimo di mille euro);
Cambieranno altresì i requisiti “di lusso” in presenza dei quali questa agevolazione non è concessa (oggi si guarda alle norme contenute in un decreto ministeriale del 1969; dal 1° gennaio prossimo invece saranno considerate “di lusso”, e quindi non agevolabili, le unità immobiliari classificate in Catasto nelle categorie A/1, A/8 e A/9).
Ogni altro trasferimento immobiliare a titolo oneroso avrà invece una tassazione immobiliare con l’aliquota del 9 per cento (oggi si spazia dal 3 al 15 per cento, a seconda dei casi), anche qui con un minimo di mille euro; faranno eccezione i conferimenti di immobili strumentali in società che siano fuori campo Iva, che rimarranno soggetti all’odierna aliquota del 4 per cento.
In tutti i casi in cui si applicheranno le nuove aliquote del 9 e del 2 per cento:
A) le imposte ipotecaria e catastale saranno dovute nella nuova misura fissa di 50 euro cadauna (al di fuori di questo perimetro, tutte le attuali imposte fisse di 168 euro – e quindi     l’imposta fissa di registro e ogni altra imposta fissa ipotecaria e catastale – saranno dovute nella nuova misura di 200 euro);
B) si avrà esenzione completa dall’imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie.
Se tutto quanto precede comporta, in linea di massima, un decremento della tassazione immobiliare, un netto aumento del carico fiscale si avrà invece in tutte le ipotesi in cui oggi sia disposta una tassazione agevolata: con una misura di “taglio lineare”, infatti, l’articolo 10, comma 4, Dlgs 23/2011, dispone la soppressione di «tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali» relative ai trasferimenti immobiliari a titolo oneroso.
Ad esempio, dovrebbe essere considerato come “agevolato” il trattamento oggi previsto per gli acquisti immobiliari delle Onlus le quali pagano l’imposta di registro fissa e che, dal 1° gennaio 2014, dovrebbero invece pagare il 9 per cento; identicamente, i trasferimenti che riguardano immobili di pregio storico e artistico e che oggi sono tassati con l’aliquota del 3 per cento di imposta di registro (oltre al 3 per cento per imposta ipotecaria e catastale) dal 1° gennaio prossimo dovrebbero essere soggetti all’aliquota di registro elevata al 9 per cento (con il parziale sollievo che le imposte ipotecaria e catastale degraderanno però alla complessiva misura fissa di cento euro).
Si pensi, inoltre, al caso dei trasferimenti patrimoniali nell’ambito di un procedimento di separazione e di divorzio.
L’articolo 19 della legge 6 marzo 1987, n. 74, sancì l’esenzione completa da ogni tributo per questo tipo di attività; la Corte Costituzionale, con sentenza n. 154 del 10 maggio 1999, estese questa previsione anche ai procedimenti di separazione coniugale, ritenendo illegittima la disparità di trattamento che invece si verificava tra il caso dello scioglimento del matrimonio e il caso della separazione dei coniugi.
Team Goldcasa

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